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A 10 Km di da Benevento, nel
pre-fortore, lungo la ss. 212 è Pietrelcina (345 s.l.m.) paese che ha
dato i natali a Padre Pio. Certamente molto antiche sono le origini di
Pietrelcina (Pretapolcina, Pretapucina) e tuttavia è del 1133 la
prima testazione documentaria citata dal cronista falcone Beneventano,
allorquando il milite Bartolomeo da Pretapolcina giurò con altri baroni
vicini e con i Beneventani l'alleanza contro Ruggiero di Sicilia, ma la
scoperta di alcune iscrizioni e i ruderi di edifici romani rinvenuti nelle
vicinanze dimostrano che la zona era abitata già in tempi molto antichi.
Pietrelcina ebbe per feudatario il giureconsulto Bartolomeo
Camerario ed in seguito divenne feudo dei Caracciolo di Casalbore e dei
Caraffa Principi della Roccella.
Nel 1456 subì un terremoto che distrusse la chiesa di un
antichissimo convento di epoca bizantina, poi la peste del 1656, che
contò 700 vittime pietrelcinesi ed un nuovo rovinoso terremoto nel 1688,
che distrusse il palazzo baronale, un convento quattrocentesco dei padri
Domenicani, la Chiesa di S. Maria degli Angioli, oggi chiesa di S. Anna e
molte abitazioni.
Dal censimento dell'Arcivescovo di Benevento, Mons. Vincenzo
MAria Orsini, che divenne poi papa con il nome di Benedetto XIII, a
Pietrelcina risultava una popolazione residente di 505 abitanti. Altre
sofferenze e lutti portarono nei secoli successivi la carestia del 1764 e
la devastante epidemia di colera nel 1854, da cui la cittadina fu
liberata per intervento miracoloso della Madonna Santissima della Libera,
patrona di Pietrelcina.
È centro agricolo di antiche origini arroccato su uno
sperone roccioso (La Morgia) che tutt'ora conserva il fascino degli
antichi borghi.
Al visitatore che si addentra nel centro storico denominato
"il castello", Pietrelcina gli appare trasognata , soffusa da
sapori antichi in una atmosfera di religioso silenzio atto a forgiare
anime grandi. Vigile sentinella di questo patrimonio straordinario fatto
di pietre e di misticismo è "Porta
Madonnella" consunta di passi in cerca di pace.
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