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La Fiaba delle " due sorelle"

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C'erano una volta due sorelle vecchie, vecchie, vecchie, vecchie: una aveva ottant'anni e un'altra ottantacinque anni; passavano il tempo a filare e mentre filavano, cantavano perché avevano una bella voce aggraziata.
Erano poverelle, e a furia di filare, le loro mani erano diventate bianche e sottili.
Un giorno passò sotto il loro balcone un re a cavallo, sentì quel canto soave e si fermò incantato ad ascoltare. Proprio di fronte alla casa delle due sorelle c'era la bottega di un calzolaio, che si chiamava Mastro Pasquale. Il re, incuriosito, gli chiese chi fosse a cantare così bene.
«Sono due signorine; non si sono sposate e cantano» rispose il calzolaio.
«Embè disse il re prendi questa borsa di denari, in cambio devi farmi un piacere: devi portare una mia ambasciata a queste signorine, devi chiedere se una di loro mi vuole sposare».
«Uh Dio! pensò il calzolaio Ma quelle sono vecchie e brutte... » Però non disse niente, per non contraddire il re, prese la borsa di denaro e salì dalle due sorelle.
«Carmelina, Felicina! Qui ci sta un matrimonio. Lo volete?» chiese il calzolaio.
«Si, si!» disse quella d’ottant'anni.
«Non fa niente, sorella mia! replicò quella di ottantacinque anni A me basta che ti sposi tu»
«Ma è meglio che ti sposi tu!» disse ancora la più giovane.
Poiché non sapevano decidersi, affidarono la scelta al re. Mastro Pasquale tornò giù e riferì la questione che si era posta e consigliò al re di tornare all'indomani.
«Le signorine sporgeranno solo le mani dal balcone, perchè hanno vergogna di farsi vedere; voi sceglierete le mani che vi piaceranno di più: la più piccola si metterà a sinistra e la più grande a destra».
Il re così fece, tornò l'indomani e le due filatrici sporsero le loro mani dal balcone ed erano veramente manine fini e delicate. Il re le guardò e poi disse «Voglio quella di sinistra». Aveva scelto la più giovane, che aveva sempre ottant'anni: era brutta brutta, tutta incartapecorita, con un bozzo di qua e un altro di là. Prima di sposarsi andò da Mastro Pasquale e gli disse: «Mastro Pasquale, Mastro Pasquale! Aiutami! Tu mi devi fare bella, perchè mi devo sposare!»
«Sì disse Mastro Pasquale sì, signorina mia! Tutto quello che volete voi! Vi faccio diventare bella».
Allora Mastro Pasquale la prese, le tirò la faccia e la tese ben bene, legandole la pelle in eccedenza dietro la nuca e nascondendola sotto il velo di sposa. Così si vedeva solo una faccina che pareva morbida e liscia, perchè tutta la pelle rugosa stava nascosta dietro. Poi le mise delle pezze per riempire i fianchi smunti e il petto. Così agghindata la vecchia corse a sposarsi col re.
Quando venne la notte, la sposa si svestì e il re a vederla così magra le chiese: «Dove sono i fianchi e il petto?»
«Sono tutti sotto il letto» rispose la vecchia.
«Conclusione: sei più secca tu che un bastone!»
Detto questo il re, stizzito e deluso, la prese e la buttò giù dal balcone. Oltre la ringhiera però c'erano le corde per stendere i panni, la vecchia ci s’impigliò dentro e non cadde. Restò appesa alle corde per tutta la notte, pensando al suo triste destino di sposa abbandonata nel giorno delle nozze e intanto piangeva accoratamente.
A quei tempi esistevano ancora le fate; alcune di loro si trovarono a passare di là e sentirono la vecchia che piangeva.
«Oh Dio mio! dissero le fate Zia vecchiarella mia, come ti trovi qua?»
Quella raccontò le sue disgrazie e le fate si commossero.
Una di loro allora disse «Tu che le dai?»
«Io la faccio diventare ragazza di vent'anni».
«E tu?»
«Io la faccio diventare la più bella del mondo»
«E tu?»
«Io voglio che resti sempre con il re».
Così la vecchia diventò una giovane bella come la luna ed il sole.
La mattina, la regina madre entrò nella camera del figlio per sapere come aveva passato la notte, ma non vide la moglie.
«E tua moglie?»
«Eh! L’ho buttata dal balcone. Era brutta... Non teneva proprio niente... Dove sono i fianchi e il petto? Ho chiesto. Sono tutti sotto il letto. Ha detto. Conclusione: sei più secca tu che un bastone. E così l'ho buttata giù ed è morta».
La regina inorridì, corse subito al balcone e guardò giù, ma quale fu la sua sorpresa di vedere non una vecchia morta, ma una giovane viva, sospesa sulle corde dei panni!
«Madonna mia! esclamò la regina Figlio mio, vieni, affacciati. Hai visto quant'è bella?»
Il re accorse ed aiutò la madre a tirare su la sua sposa. Quando il re vide quella bellezza disse: «Dovevo essere ubriaco». E abbracciò la ragazza per farsi perdonare, ma quella, furba, non gli disse niente delle fate.
Poco più tardi giunse anche sua sorella, che voleva sapere come aveva trascorso la prima notte di nozze, A vederla così giovane e bella, la sorella rimasta vecchia si stupì moltissimo.
« Sorella mia, dimmi chi ti ha fatto così giovane e bella, ti prego, perchè voglio diventare come te».
«E' stato Mastro Pasquale. rispose l'altra Prendi questa borsa di denaro e vai pure tu da Mastro Pasquale e digli di farti più bella di me».
Il giorno dopo la vecchia si recò da Mastro Pasquale e gli disse «Mastro Pasquale, se mi farai più bella di mia sorella ti darò questa borsa di denaro».
Il calzolaio rimase un po' perplesso e pensò fra sé: «Come può diventare più bella della sorella se quella era così brutta? Si vede che il mio trucco è piaciuto...»
«E va bene! disse alla vecchia Vedrò cosa posso fare».
Così prese la donna e cominciò a tirarle la pelle come fosse una suola vecchia; poi la mise con la testa nell'acqua bollente, mentre lei diceva: «Scortica Mastro Pasquale, scortica! Fammi più bella di mia sorella! »
E Mastro Pasquale tanto la scorticò per accontentarla e tanto la trapazzò, che quella svenne e morì pur di diventare più bella della sorella. E Mastro Pasquale non finì nemmeno in galera, perchè non era colpa sua se la vecchietta non aveva retto al suo trattamento di bellezza. La sposa giovane e bella, in questo modo, si era tolta dai piedi anche quella bruttona di sua sorella e visse sempre felice col re.
Noi stiamo qua e loro stanno là.

La Fiaba delle " due sorelle"

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