|
C'era una volta una mamma che aveva una figlia. Questa figlia era unica e sola ed era così viziata, ma così viziata che una ne faceva e cento ne pensava.
La mamma la mise a scuola e lei era la prima della classe, era intelligente, ma era una sfenata che non si poteva tenere.
La maestra per non farla litigare con le altre compagne la fece capoclasse.
Vennero le vacanze e la maestra faceva il doposcuola estivo, ma mentre faceva lezione si ammalò. Allora chiamò Sasicchiera, questo era il nome della ragazza, e le disse: « Sasicchiera, mi vuoi fare un piacere?»
«Sì maestra, sì, sì, tutto quello che volete»
«Io mi devo fare un'operazione e tu mi devi guardare i bambini del doposcuola, perché non li posso abbandonare così. Io torno fra quindici giorni»
Sasicchiera accettò e la mestra le diede in mano tutte le chiavi di casa e le disse: «Ti raccomando di non guardare mai dentro l'ultima stanza. Non devi mai aprire quella porta, mai, mai, mai, mai».
Non l'avesse mai detto. Appena quella partì, Sasicchiera fremeva per vedere cosa c'era nell'ultima stanza. La maestra aveva affittato quella stanza a sette briganti, ma Sasicchiera non lo sapeva.
Un giorno disse ai bambini del doposcuola: «Bambini, oggi dovete andare via alle tre».
«Come mai?» dissero i bambini.
«Un po' più presto perché devo fare le pulizie» rispose lei.
Così, non appena i bambini se ne furono andati, lei cominciò a provare tutte le chiavi nella serratura di quella porta finché non aprì e trovò la casa dei sette briganti.
Lì dentro c'era il letto disfatto, la casa tutta sporca.
Allora lei che pensò di fare? Fece un'opera di bene: si mise a riordinare i letti; preparò da mangiare; si mise a scopare; lavò per terra. Fece tutti i servizi e se ne andò.
Quando tornarono i briganti la sera si accorsero che c'era qualcosa di nuovo e dissero: «Ma come? Noi andiamo rubando e ci sta qualcuno che è più mariuolo di noi.
Dobbiamo vedere chi è. Oggi ci ha fatto i servizi, ma un altro giorno ci può anche uccidere». I briganti cominciavano ad avere paura.
Il giorno dopo, Sasicchiera disse ai bambini: «Bambini, anche oggi ve ne dovete andare alle tre»
Quando quelli se ne furono andati, Sasicchiera entrò nella stanza proibita e rifece i letti, preparò da mangiare e fece tutte le altre cose del giorno precedente.
Ma i briganti avevano lasciato uno di loro nascosto per scoprire chi era entrato.
E mentre Sasicchiera se ne stava andando, quello le prese un piede e la fece cadere col muso a terra.
«Ora dovete mangiare con noi disse il brigante avete preparato da mangiare e dovete rimanere»
«No, no, stasera no rispose Sasicchiera mia madre non lo sa. Domani sera sì; vi porto il vino, porto questo e quest'altro».
Fece cento promesse per farsi liberare. Alla fine il brigante la lasciò.
Il giorno dopo, appena finita la scuola, Sasicchiera doveva andare dai briganti; ma prima comprò due litri di marsala, ci mise l'addobbio dentro per farli addormentare.
Andò dai briganti e mangiò assieme a loro, il loro vino se lo beveva, ma il marsala portato da lei non lo toccò con la scusa di non sopportarne l'odore.
Dopo il pranzo i sette briganti caddero addormentati: chi russava di qua, chi russava di là. Allora Sasicchiera che fece? Prese un paio di forbici e cominciò a tagliuzzarli: a uno tagliava un baffo; a un altro un po' d'orecchio; ad un altro sfregiava i vestiti. Quando ebbe finito tornò a casa da sua madre e le disse: «Mamma, stanotte ho fatto un sogno!»
«Che sogno hai fatto?»
«Un sogno brutto. Perciò voglio andare in collegio».
«Ma come? Tu sei la mia unica figlia e mi vuoi lasciare per andare in collegio?»
Ma Sasicchiera ci voleva andare per sfuggire ai briganti, perché temeva la loro vendetta. Tanto insisté e tanto fece che la povera donna acconsentì e lei entrò in collegio.
Passò un po' di tempo e i briganti si fecero dire dalla maestra, che intanto era tornata, che fine aveva fatto Sasicchiera.
Quella disse: «Eh sta in collegio, povera bambina, la mamma la ha messa in collegio».
«Ah, veramente?, dissero i briganti, va bene!»
Allora comprarono dei barili da mezzo quintale; vi fecero dei buchi e li caricarono sopra degli asinelli, un barile a destra e uno a sinistra.
In uno c'era dell'olio, nell'altro c'era un brigante nascosto, uno in ogni barile. In tutto erano dodici barili, con sei briganti nascosti, mentre il capo si era travestito da mercante. Giunsero al convento dove stava Sasicchiera.
I sette briganti volevano vendere l'olio alla superiora del convento, ma Sasicchiera andò nel giardino e vide il brigante travestito da mercante e lo riconobbe subito.
Capì che nei barili c'erano gli altri briganti, chiamò la superiora e le disse: «Superiora, superiora, quelli sono ladri»
«E tu come lo sai?» chiese la superiora.
«Sono ladri» insisté Sasicchiera.
Mala superiora, visto il prezzo conveniente dell'olio, non la stette a sentire e comprò i barili con l'olio e con i briganti.
Allora Sasicchiera chiese che le si dessero dei ferri e dei carboni.
Scaricarono i barili dai muli. In ogni barile Sasicchiera fece due buchi, poi accese un fuoco con il carbone e mise ad arroventare i ferri, poi introduceva i ferri nei barili e uccideva i briganti, che non si potevano muovere perché erano costipati nei barili. Così ne uccise sei.
La mattina dopo andò dalla superiora e disse: «Venite a vedere i briganti! »
Quella andò e trovò i cadaveri. «Come hai fatto?» chiese la superiora.
«Questi ci volevano uccidere» disse Sasicchiera.
Purtroppo era rimasto in vita ancora il capobrigante.
Dopo un po' di tempo, Sasicchiera tornò a casa sua, dove presto si fidanzò e si sposò. Venuto a sapere queste cose, il capobrigante meditava di uccidere la ragazza.
Costruì una statua di Sant'Antonio, che dietro era vuota e poteva accogliere agevolmente un uomo, con dei buchi per farlo respirare.
Arrivato sotto casa di Sasicchiera, diede una borsa di denari a certi facchini per farsi trasportare sotto al balcone.
Insegnò a quelli che cosa dovevano dire e i facchini lo trasportarono fin sotto il balcone e cominciarono a urlare: «Che bel Sant'Antonio! Sant'Antonio miracoloso! Sant'Antonio fa tutti i miracoli!». Sasicchiera incuriosita si affacciò, vide la bella statua e desiderò comprarla. Chiamò il marito: « Geppì, Geppì vedi quant'è bello Sant'Antonio tutto illuminato?! Compramelo» e il marito per farla contenta le comprò la statua e la mise nella stanza senza sapere che dentro c'era il brigante.
Sasicchiera andava a pregare, sull'inginocchiatoio davanti alla statua: «Sant'Antonio, fa che quell'altro ladro non mi ammazzi. Quello è ancora vivo, fallo morire».
Il brigante sentiva tutto, apri la porticina della statua e fece un rumore: «Tac».
E Sasicchiera: «Uh, Sant'Antonio mi ha fatto un segno; un segno particolare. Geppì, Geppì, Sant'Antonio si è mosso».
La notte Sasicchiera andò a dormire col marito. Il brigante si era portato il sonnifero, uscì dalla statua, buttò sul collo del marito certa polvere e quello non si mosse.
Prese per le trecce Sasicchiera e gridò: «Vieni con me».
Mise a bollire un calderone d'acqua e con un coltellaccio minacciava la ragazza. Lei lo accarezzava, dicendo: «Non mi vuoi bene? Mi vuoi ammazzare così! Se proprio devi, sali sulla cucina, così stai più in alto e mi puoi dare una coltellata più forte e io muoio più presto».
Quello salì, vicino alla pentola che bolliva.
Svelta, Sasicchiera gli tirò una gamba e quello finì nel pentolone e morì.
Il marito intanto non si svegliava, ma per le urla, la gente era accorsa. «Uh, Sant'Antonio miracoloso era il brigante» dicevano tutti; accorse anche la mamma della ragazza.
Sasicchiera raccontò tutto alla mamma: che era andata dalla maestra, che aveva trovato la casa dei briganti, che aveva scoperto i ladri nei barili e che il capobrigante si era nascosto nella statua di Sant'Antonio.
La mamma fu contenta che la figlia si fosse salvata e rimase famoso il fatto che Sasicchiera, una donna, aveva ucciso sette briganti.
Noi stiamo qua e lei sta là in grazia di Dio col marito.
|