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Morcone uno dei più popolosi Comuni del Sannio, a 30 chilometri da Benevento e 600 metri d’altezza sull’arteria che collega Benevento al Basso Lazio e al Molise, sorge ai piedi del Massiccio del Matese. Punto di riferimento agricolo, artigianale e medio-industriale, è frequentato da villeggianti e turisti per la sua posizione sulla Valle del Tammaro. Le origini di Morcone risalgono alla sannitica Murgantia. Importante Gastaldato longobardo, fu una diocesi di rito greco fondata nel X e soppressa nel XIII secolo. Feudo prima dei Conti di Ariano, e poi delle famiglie Cantelmo, Gambatesa, Gaetani, Carafa e Baglioni, Morcone fu un importante centro dell’industria laniera. Patria dell’insigne clinico Domenico Capozzi, che vi nacque nel 1829, e tuttora un attivo centro di cultura letteraria.
Si consiglia la visita del caratteristico Centro Antico; ciò che balena subito, inoltrandosi nel centro storico, è l'incredibile successione di salite e discese, di intrecci, chiaroscuri e ripide scale in pietra calcarea. In un intricato labirinto di strade poi si scoprono edifici e monumenti conservati in maniera sorprendente grazie anche all'intervento di recupero successivo al terremoto del 1980.
Percorrendo a piedi il paese ci si può soffermare sui tanti angoli nascosti e sulle più caratteristiche costruzioni come la Piazzetta del pozzo in cui si trova una fontana in pietra lavorata risalente al 1826 o l'ex chiesa S. Bernardino che è un ottimo esempio di integrazione tra antico e moderno. Essa, distrutta nel 1917 da un incendio, è stata successivamente restaurata e adibita ad auditorium. Davanti a questa struttura si apre la Piazza con un Campanile quadrangolare da cui è possibile ammirare un altro scorcio della meravigliosa vallata. All'ingresso di Piazza della Libertà si trova la chiesa di S. Onofrio caratteristica per la sua semplicità, per i suoi intarsi in legno e per il grande quadro della Madonna del Carmine posto sull'altare.
Poco distante troviamo l'unico ingresso superstite dell'antica cinta muraria: porta S. Marco.
Un altro splendido edificio è il convento dei Cappuccini eretto per voto del Marchese D'Aponte nel XVII secolo e restaurato recentemente. Caratteristici gli imponenti altari in legno intarsiato che risalgono al XVIII secolo e il suggestivo sagrato. Infine, non può mancare una passeggiata fra gli imponenti ruderi del castello risalente al primo Medioevo e che fu dimora dei Gastaldi in età longobarda e dei primi nobili feudatari fino ad epoca borbonica. Di lì poco distante e immersa nel verde, sorge la chiesetta di S. Rocco. (foto brochure)
Altre opere di maggiore rilievo sono la chiesa di S. Salvatore, il convento dei Domenicani, i palazzi Signorili, e la chiesa della madonna della Pace.
Morcone è luogo di partenza per interessantissime escursioni naturalistiche ai 1.400 metri di Bocca della Selva e per un Itinerario turistico-culturale lungo la Valle del Tammaro. Da visitare: Pontelandolfo con la caratteristica Torre medioevale, le chiese del SS. Salvatore e dell’Annunziata, la Fontana in pietra e le Sorgenti Naturali; Fragneto Monforte col Centro Antico, la Parrocchiale e le Chiese di S. Nicola, di S. Rocco, di S. Donato, di S. Anna, il Palazzo Montalto e il Tiglio tricentenario. Il paese ospita ogni anno la manifestazione delle mongolfiere, attrazione che richiama migliaia di visitatori da tutta Europa favorendo lo sviluppo del commercio e del turismo.
Fragneto l’Abate che, pur non vantando la presenza di maestosi monumenti di rilevanza storica, è costituito da un borgo caratteristico con caseggiati e viottoli che si intersecano ricreando una piacevole ambientazione di tempi remoti.
Campolattaro, uno dei tanti paesi sorti nel cuore dell'antico Sannio da tempo immemorabile. A ricordo dell'antica civiltà medievale a Campolattaro restano le due porte di accesso al paese, le viuzze superstiti, contornate da pietre e portali levigati dal perenne scorrere del tempo, il Castello, ancora oggi abitato e infine la Chiesa del SS. Salvatore e la Cappella di S. Martino
Il paese ha dato i natali ad uomini di ricca cultura e profonda umanità come Nicodemo Iadanza ed Urbano D'Agostini. Il primo, scienziato di fama internazionale, è stato autore di numerosi saggi ed inventore di strumenti diottrici utilizzati ancora oggi in topografia; al secondo, politico lungimirante, si deve la rinascita e l'ammodernamento del paese.
Campolattaro oggi è famoso grazie alla sua oasi naturale costituita dalla zona umida fluviale dell'alta valle del fiume Tammaro e destinata a divenire un lago artificiale di oltre 100 milioni di metri cubi, con estensione massima di 880 ettari.
L’oasi vera e propria è costituita dalla fascia costiera che si trova a quota 380 m. s.l.m. e ampia 120 ettari al massimo invaso.
La fauna che è possibile ammirare nell'oasi è costituita da volpi, tassi, martore, puzzole, faine, donnole, lepri, ghiri, moscardini, ricci, talpe e alcune specie di pipistrelli.
Da segnalare, tra i rettili, cervoni, biacchi, saettoni, ramarri, e tra gli anfibi, ululoni a ventre giallo e tritoni crestati. Le specie ittiche tipiche sono il barbo, l'arborella, la lampedra di fiume.
Le specie di uccelli sono più numerose e sono circa 22; in particolare, alcune specie tipiche della zona sono: gheppio, civetta, barbagianni, assiolo, gazza, ghiandaia, upupa, martin pescatore, averle, tortora, picchi, cuculo, rigogolo, irundinidi, fringillidi, silvidi, gru, aironi, tarabusi, cormorani, anatre, svassi, pavoncelle, gruccioni, gabbiani.
Le visite all'Oasi sono prenotabili in date e orari da concordare con il WWF.
Santa Croce del Sannio. L’attuale denominazione deriva dalla chiesa dedicata alla Santa Croce, oggi chiesa di Santa Croce e convento, che risale al settimo secolo d.c.
Nonostante il paese sia relativamente piccolo, vanta un centro storico ricco di palazzi caratterizzati da circa trenta portali con stemmi in pietra calcarea, opera di scalpellini locali del 1700, ed è costituito da una zona antica medievale, con suggestivi vicoletti lastricati in pietra calcarea e da una zona settecentesca con ampie strade e piazze.
In particolare, non si può non notare l'imponente Fontana Monumentale che abbellisce la piazza centrale del paese. Proseguendo, incontriamo una serie di importanti chiese ed edifici religiosi come la chiesa Matrice di S. Maria Assunta (1536) la cui facciata fu costruita con massi di pietra calcarea che i contadini trasportavano dalle campagne per devozione. Oggigiorno la cripta dello stabile svolge la funzione di teatro. La chiesa di San Sebastiano, dedicata al Santo Patrono, fu costruita nel 1536 dalla famiglia Del Balzo come testimonia lo stemma scolpito sul portale.
La chiesa di Santa Croce e Convento è un'antica chiesa dedicata alla Santa Croce, da cui il paese trae la denominazione, costruita nel VII secolo è stata probabilmente modificata dai frati francescani nel 1245. Attualmente il convento è dedicato a S. Antonio da Padova e custodisce all’interno statue di grande valore artistico tra le quali si segnala quella di S. Francesco.
La Cappella di S. Giovanni è una costruzione che risale ad un periodo anteriore al 1239. Fu restaurata nel 1656 dagli abitanti di Santacroce in ringraziamento a S. Giovanni che protesse la popolazione durante un’epidemia di peste. Essa conserva ancora, nell’abside, affreschi originali di autori ignoti.
Di notevole importanza sono anche Palazzo Galanti e Palazzo Capozzi. Costruito agli inizi del XIX secolo, sono uno splendido esempio della maestria raggiunta dagli artigiani di santacroce nella tecnica costruttiva, nella lavorazione della pietra e del ferro battuto.
Sassinoro
ultimo paese della provincia al confine col Molise, sorge su un colle roccioso alle pendici del monte Rotondo a 545 m sul livello del mare.
La tradizione vuole che il nome del paese derivi da un sasso sul quale si riposò papa Onorio I. Addentrandosi nelle vie del centro storico si può ammirare l'antico borgo medioevale dove si è sviluppato il nucleo abitativo al quale, dopo il terremoto del 1805, si è aggiunto un borgo "extra moenia". Proseguendo si incontrano chiese e santuari, come quelli di San Michele Arcangelo e Santa Maria delle Grazie. In particolare, nei dintorni del Santuario Diocesano di Santa Lucia, costruito nel XVII secolo attorno ad una grotta naturale, la leggenda vuole che siano apparsi ad alcuni pastori del luogo Santa Lucia e San Michele Arcangelo. La struttura originaria del santuario oggi è parte integrante di una chiesa ben più
grande.
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