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Dopo aver visitato
Pietrelcina, ha inizio l’itinerario del Fortore, una vasta area ricca di aspetti ambientalistici e naturalistici tutti da scoprire.
Da visitare è San Marco dei Cavoti che, adagiato su un'amena collina, è uno dei più estesi degli undici comuni facenti parte della Comunità Montana Fortore, dopo San Bartolomeo in Galdo e San Giorgio la Molara.
Esso dista da Benevento 36 km è disposto sulla Statale 369, dopo Pietrelcina e Pesco Sannita. Il nucleo originario è raccolto sulla sommità di un rilievo, ma il paese si espone verso Nord e Nord-Est, con quartieri dalla struttura a scacchiera. Il centro storico, che risale alla seconda metà del XIV secolo, è caratteristico per le stradine e viuzze che si intersecano, collegando la parte dell’abitato al borgo medioevale, che era cinto da mura con torri.
Particolarmente interessante è la visita dell'antico centro storico, dove, in ogni angolo, è possibile trovare testimonianze della vita centenaria di questo paese. L'antico borgo era cinto da imponenti mura con torri di avvistamento in parte ancora in piedi e intervallate da quattro porte. Da vedere sono anche il Borgo Medioevale, l’Area Archeologica dell’antica Cenna, la Fontana, le Chiese di S. Teodoro, del Carmine, di S. Marco Evangelista e di S. Maria delle Grazie, la Cappella di S. Rocco, la Torre Provenzale, i Palazzi Zurlo e Jelardi e il Museo degli Orologi da torre
Oggi San Marco dei Cavoti è caratterizzato da un tessuto economico-produttivo particolarmente attivo, negli ultimi anni ha infatti visto la nascita di numerose aziende che si contengono il primato del torrone ormai noto in tutto il mondo. Tra queste ricordiamo la Dolciaria Serio.
Baselice, sorto verso il 1000, era abitato già da vari secoli prima di Cristo.
Il suo centro storico conserva ancora il fascino medievale, nonostante abbia subito nel corso degli anni varie alterazioni architettoniche. Si possono attualmente ammirare le due porte, una in stile romanico “Porta da Piedi” e l’altra, “Porta da Capo” in stile gotico. Esse erano i principali accessi del borgo antico. Anche l’antica Torre del Capitano costituiva un punto strategico per accedere nel centro antico.
Il paese ospita inoltre alcuni palazzi gentilizi aventi caratteristiche strutturali interessanti. Essi sono infatti arricchiti da interessanti portali in pietra finemente lavorati.Tra i palazzi ricordiamo il Palazzo De Mathia, il Palazzo Marsullo De Colellis, il Palazzo dei Baroni, il Palazzo Pettorossi e il Palazzo Lepore a cui vanno aggiunti alcuni casini campestri che ancora oggi conservano un impianto architettonico di estremo interesse. Tra essi vanno annoverati quello del Barone, Del Vecchio, De Mathia.
Sino agli anni ’50 a Baselice è esistito un teatrino definito per la sua struttura il “piccolo S. Carlo”, abbatuto a seguito del terremoto del 1962, nella cui struttura si alternavano nel corso dell’anno compagnie di commediografi sia locali che forestieri inscenando commedie e drammi teatrali di rilievo artistico.
A tutt’oggi, nonostante la scomparsa di questa nobile struttura, continua in paese l’interesse per quest’arte da parte di appassionati locali che propongono annualmente rassegne teatrali a livello dilettantistico.
Castelvetere sorge su un colle a quota 720 metri sul livello del mare ma il centro si è sviluppato più in basso nel XVII.
Le bellezze architettoniche del paese sono rappresentate dal Portale della Chiesa Madre e dalla Villa Comunale che presenta al suo interno statue allegoriche di ambienti mitologico-silvano ed una piazza rotonda con vari mosaici, tra cui quelli delle costellazioni dello zodiaco, la rosa dei venti e le statue delle stagioni.
Oltre il portale della chiesa sono da ammirare per la loro bellezza anche il Palazzo Marchesale e il Palazzo Gigli. Del vecchio castello, presentato dal Meomartini come "grossa ed immensa torre sovrastante le abitazioni" non e rimasto che una piccola parte della struttura dopo l’ultimo crollo avvenuto nel 1942.
San Bartolomeo in Galdo è abitato sin dall' epoca sannita e poi romana, come testimoniato da iscrizioni e reperti archeologici ritrovati nella zona: monete imperiali, lucerne, armi, idoli.
Tuttavia, le prime notizie meno incerte si hanno a partire dall'epoca longobarda. Attraverso una strada costruita su un vecchio tratturo intercomunale si raggiunge il Santuario dell’ Immacolata e il Bosco Montauro che grazie alla sua estensione di circa 200 ettari e la grande varietà di specie vegetali è al centro di un progetto per la costruzione di un centro turistico.
Foiano si trova sulle pendici meridionali del Monte Barbato e le sue origini risalgono all'età normanna Tra le bellezze architettoniche di Foiano, sono da menzionare il Campanile di Foiano, risalente al 1700 circa e le rovine dell’abbazia Benedettina di S. Maria a Mazzocca, fondata nel 1156, distrutta da un terremoto nel 1456 ma rifatta nel XVIII secolo.
All’estremo limite della Campania e raggiungibile dal Capoluogo percorrendo la S.S. 90 bis, si trova il comune di Montefalcone. La zona in cui sorge Montefalcone di Val Fortore è sede di antichissimi insediamenti di cui rimangono resti di tombe. Diverse sono le tesi sull’origine del nome: secondo alcuni esso deriva dalla disposizione delle case che, viste da lontano, formano la figura di un volatile con le ali spiegate; altri propendono per la versione secondo cui, al momento di gettare le prime fondamenta del paese sia apparso in volo un falcone; altri, ed è questa la versione più probabile e veritiera, fanno derivare il nome dal suo primo feudatario, di nome Falcone, al tempo dei normanni.
Da visitare il Museo della Civiltà contadina, particolarmente ricco di reperti, offre al visitatore un quadro completo sui diversi aspetti del mondo contadino: cicli produttivi, momenti di vita familiare, costumi, folklore, religiosità, una rara raccolta di veri e propri cimeli del passato d'immenso valore storico e culturale.
Tra le bellezze architettoniche di Montefalcone si menziona il santuario del Carmine del XVII secolo, il castello Palazzo Marchesale costruito intorno al 1400, il Campanile della Chiesa di San Filippo, costruito intorno al 1750 che si conserva ancora in buono stato a differenza della chiesa di cui rimangono solo alcune mura perimetrali, infine, il Campanile della chiesa di Santa Maria, risalente al 1495.
Montefalcone grazie alla sua posizione geografica particolarmente esposta ai venti, vanta il privilegio di far parte, con San Marco dei Cavoti e San Giorgio La Molara a quello che viene definito il triangolo energetico costituito da vaste zone occupate da moderni impianti eolici.
Castelfranco in Mescano, posto al confine della provincia di Benevento con quelle di Foggia e di Avellino, sorge alle falde di un colle del sub-appennino dauno nel territorio in cui nasce il torrente Miscano, affluente del Calore, che origina dai versanti boscosi del Monte Tufaro, meta di turisti, di cacciatori e anche di pescatori per la presenza di vari laghetti artificiali.
Il paese si può distinguere in una"parte vecchia" di origine altomedievale, sorta ai piedi del castello oggi adibito a civili abitazioni e una "parte nuova" edificata più a monte. Castelfranco è conosciuta per aver dato i natali al vescovo di Nardò Marco Petruccelli e al politico Nicola del Vecchio.
Grande risorsa di questo paese sono i numerosi boschi di latifoglie che abbracciano una superficie di circa 150 ettari nel cui interno si trova una sorgente di acqua sulfurea. Da segnalare sono la Chiesa di S. Rocco quella di Santa Maria delle Grazie e la Capella di San
Lorenzo.
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