il vino

”……Che sarebbe la vita senza vino?
Il vino in tempi e quantità giuste è gaiezza del cuore , gioia dell’anima….”

Antico Testamento
Ecclesiaste (III, II sec. a.C.)

 

Non si fa fatica a pensare che la storia dell’uomo e quella del vino siano iniziate insieme, in quanto, se fino a poco tempo fa le notizie più remote sul vino erano quelle risalenti a Noè (che appena uscito dall’arca piantò una vigna e ne ottenne vino) dalle ultime scoperte fatte, datate 4000 a.C. e riguardanti la Mesopotamia, è stato ritrovato un inno dei Sumeri, nel quale si cita il vino. Gli Egizi danno testimonianza nei loro affreschi, della coscienza del vino e delle fasi sul processo di vinificazione,vendemmia e trasporto sul Nilo.

Anche i Greci riconobbero il grande valore del vino e nell’Iliade di Omero si ritrovano diverse citazioni sul vino come ad esempio quando a Polifemo venne dato un vino puro che invece secondo le usanze doveva essere miscelato con sedici parti di acqua, in più questo popolo riconobbe già nel passato le grandi potenzialità dell’Italia come produttrice di vini tanto che la chiamarono Enotria che significa “terra del vino".

Con l’Impero Romano la vinicoltura si diffuse enormemente arricchendo il processo di una maggiore tecnologia; anche nel Medioevo grazie al potere della Chiesa si riuscì a mantenere tale tradizione ad opera sopratutto dei Benedettini e dei Cistercensi. Mentre con Carlo Magno, grande estimatore del vino, si ebbe un nuovo boom durato fino a 200 anni fa, quando con l’arrivo delle navi americane in Europa vi fu anche l’importazione di alcuni parassiti che quasi estinsero la vite europea evitata grazie a trattamenti chimici che oggi sono sempre meno nocivi.

Nella mitologia greca si racconta che Bacco figlio di Giove, chiese un giorno a Sileno, suo maestro e precettore, un consiglio su come fare una guerra senza l'uso delle armi. Sileno consigliò di usare tirsi e tamburi (che facevano solo rumore) e soprattutto qualcosa che assomigliasse al sangue: il vino.

Sileno raccontò a Bacco di una pianta che dava buffissimi frutti, che se strizzati davano un liquido uguale al sangue e se mangiati davano al corpo una forte energia. Ed è per questo che la pianta fu chiamata vite. Così Bacco, dopo aver conquistato col fracasso dei tirsi e dei tamburi le Indie e l'Egitto, vi piantava la vite, ne raccoglieva i frutti, obbligava i sudditi a cibarsene quando li vedeva impiastricciati nel viso e nelle mani diceva: "Ora non si potrà dire che non versi sangue anch'io".

Da questo aneddoto il dio Bacco venne venerato a Roma e la devozione verso questo dio dell'uva e della felicità, era molto diffusa.

il vino in Campania

In Campania il vino ha un'antica e gloriosa tradizione che si è mantenuta nel tempo. Oggi ogni provincia ha una specifica caratterizzazione enologica in cui spiccano tipologie di vino di assoluto valore ed ampiamente riconosciute in Italia e all'estero

 

curiosità sul vino

  • DOC: Denominazione di Origine Controllata.
    Riconoscimento di qualità attribuito a vini prodotti in zone limitate (di solito di piccole/medie dimensioni), recanti il loro nome geografico. Di norma il nome del vitigno segue quello della Doc e la disciplina di produzione è rigida. Tali vini sono ammessi al consumo solo dopo accurate analisi chimiche e sensoriali vengono sottoposti a controlli più severi, debbono essere commercializzati in recipienti di capacità inferiore a cinque litri e portare un contrassegno dello Stato che dia la garanzia dell’origine, della qualità e che consenta la numerazione della bottiglia prodotte.
  • DOCG: Denominazione di Origine Controllata Garantita.
    E' il più alto livello di garanzia sulle origini di un vino. Le caratteristiche del prodotto sono sancite da un Disciplinare di Produzione al quale i produttori devono attenersi, sotto il controllo di Organismi istituzionali, come le Camere di Commercio o i Consorzi o gli Istituti di Qualità riconosciuti, che ne verificano il rispetto a garanzia e tutela del consumatore.
  • IGT: Indicazione geografica tipica.
    Riconoscimento di qualità attribuita ai vini da tavola caratterizzati da aree di produzione generalmente ampie. L’indicazione può essere accompagnata da altre menzioni, quali quella del vitigno.

 

il lessico del sommelier

I termini più importanti e più usati per parlare di vino:

  • Abboccato: leggermente dolce
  • Allappante: troppo ricco di tannini
  • Amabile: dal sapore nettamente dolce
  • Ampio: con profumi complessi
  • Armonico: ha perfetto rapporto tra sapore e aroma
  • Aromatico: ha profumo molto evidente
  • Brillante: dal colore molto luminoso
  • Corposo: ricco e con una buona struttura
  • Corto: dal sapore che svanisce subito
  • Cristallino: bianco limpido e trasparente
  • Decrepito: troppo invecchiato
  • Disarmonico: dal gusto sbilanciato
  • Dolce: ricco di zuccheri, più che amabile
  • Equilibrato: con giusto rapporto tra sapore e aroma
  • Erbaceo: dai profumi vegetali
  • Tannico: rosso dal gusto astringente, ancora troppo giovane
  • Torbido: il contrario di brillante

 

Vino e salute

Il vino è una bevanda alcolica che fa parte della nostra tradizione alimentare e se consumato in maniera moderata fa trarre benefici effetti (non a caso si dice “il vino fa buon sangue”) dovuti soprattutto ai numerosi prodotti secondari che si trovano nella soluzione idro-alcolica.

Tali effetti si riscontrano sopratutto:

  • nella funzione aperitiva e digestiva;
  • nell'attività diuretica;
  • in una leggera riduzione del tasso di colesterolo, favorisce la formazione di lipoproteine HDL;
  • in una leggera protezione dei capillari;
  • in una leggera attività antibatterica e antivirale.

Per consumi moderati si intendono 1 o 2 bicchieri di vino al giorno che possono aumentare o diminuire in base all’individuo, alla sua capacità di bruciare alcol etilico, alle sue modalità di consumo, infatti bere vino durante i pasti riduce notevolmente il livello di alcool nel sangue, quindi è tollerato meglio dall'organismo.

È scientificamente provato che l’abuso nell'assunzione del vino annulla ogni effetto benefico.